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Le 5 caratteristiche della qualità

Come riconoscere un buon terriccio

La salute delle piante comincia dal terreno. Per un substrato di buona qualità, anche tra quelli “universali”, adatti cioè a tutte le piante, occorre considerare 5 caratteristiche:

La ricchezza di elementi nutritivi quali azoto, fosforo, potassio e microelementi come ferro, manganese, rame e zinco. La carenza nutritiva comporta la crescita stentata della pianta e la debolezza di fronte agli agenti patogeni. Sul retro dei sacchi sono sempre riportati i valori in percentuale degli elementi nutritivi. La qualità è anche data dall'uniformità: se la miscela è grossolana e poco amalgamata, significa che è un prodotto poco curato e di

dubbia provenienza. Un buon terriccio deve avere capacità drenante per evitare i ristagni d'acqua soprattutto nella coltura in vaso così da evitare l’asfissia delle radici. Un buon drenaggio può essere assicurato da una percentuale di sabbia nel terriccio. Importante è anche la conservazione dell’umidità che non è in contrapposizione con quanto appena detto. La materia organica e la torba nella miscela del terreno non lo fa asciugare troppo in fretta. Altro aspetto importante è la leggerezza, soprattutto nella coltura in vaso. Un terriccio leggero e soffice infatti mantiene meglio l'equilibrio idrico e la giusta areazione indispensabile alle radici. La presenza di sabbia assicura leggerezza, così come altri componenti versatili come l’agriperlite.


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